SONUS UMBRA
DIGGING FOR ZEROS (2005)

U.S.A.
GENRE: PROG
LABEL: INDEPENDENT
WEBSITE: SU official
REVIEWED: 2006 MAY 28TH
RATING: 85/100

 

Ci risiamo !! Proprio come successe in occasione di "Spiritual Vertigo" il precedente disco dei Sonus Umbra, anche il primo approccio con il nuovissimo "Digging For Zeros" non è stata una esperienza così emozionante. Ma poi raggiungo il quarto/quinto ascolto e puntualmente cambio idea: in questo caso mi spingo addirittura oltre sbilanciandomi nell'affermare che "Digging For Zeros" è il miglior disco della carriera del Suono dell'Ombra.
Rispetto ai due lavori precedenti va innanzitutto segnalato l'abbandono di Andres Aullet, sostituito alla voce da Jeff Laramee (che è anche il batterista) e spalleggiato dai numerosi interventi della brava Lisa Francis, già unica front-woman del progetto parallelo Kurgan's Bane. Da segnalare anche l'inserimento di Andy Tillotson.
Nonostante questi avvicendamenti di formazione, lo stile di base dei Sonus Umbra non è cambiato molto, almeno nella sostanza: non rinunciano infatti alle ritmiche serrate ed al notevole impatto sonoro (proprio alla Kurgan's Bane per intendersi), e neanche alle liriche dirette e senza troppi giri di parole di Luis Nasser; ma non rinunciano neanche al loro caratteristico contrasto tra questa vena più dura e spigolosa e le ambientazioni più sinfoniche, calde ed acustiche.
In "Digging For Zeros" è piuttosto cambiata la forma della proposizione, un cambiamento che a mio parere ha decretato il primato di quest'ultimo lavoro sui precedenti: il disco infatti brilla per maggiore varietà, più colore ed in generale è più appassionante.
Una mano la dà proprio la struttura concept del disco, con i suoi 20 episodi, alcuni di breve durata ma tutti capaci di dare il proprio contributo al successo finale. Il disco è un susseguirsi di umori altalenanti, di sferzate taglienti, ma anche passaggi più d'atmosfera e divagazioni strumentali, soprattutto di pianoforte.
Qualche eco di New prog è avvertibile, per esempio in "Infestation", un brano dall'ossatura molto hard ed arricchito nella parte centrale da un break strumentale pianistico epico/sinfonico in stile Arena con la voce di Jeff molto vicina a quella di Rob Sowden. In "The Music Of The Primes" viene fuori anche l'anima floydiana che ha sempre contraddistinto la loro produzione.
Ma mi fermo qui con la disamina dei singoli brani e non mi sento neanche di esprimere preferenze particolari: è un disco a cui forse mancano brani come "Fool's Arcadia" e "Homo Homini Lupus" ma dove vince l'amalgama, la maggior ricchezza di suoni ed il sapiente dosaggio di tutte le caratteristiche salienti del suono dell'ombra; è un disco che ascolterò ancora molto in futuro e, ne sono certo, sempre con rinnovata soddisfazione.
Once again !! Just like It happened to me with Sonus Umbra's previous album "Spiritual Vertigo", my first approach to the latest "Digging For Zeros" has not been so satisfactory. Then, about four/five listenings have been widely enough to change my mind completely: you won't believe it but now "DFZ" is indeed my favourite SU album.
Something changed in SU's line-up: Andres Aullet left the band, replaced by drummer Jeff Laramee on vocals (hey Jeff, what a nice voice !!) neck and neck with Lisa Francis (also in Kurgan's Bane). Finally, there's another new member: Andy Tillotson (from Might Could) and his acoustic guitar.
Despite these changes, Sonus Umbra's music style remained essentially the same though richer and more varied: sometimes really hard and heavy both musically and lyrically (Luis' lyrics lack of turns of phrase !!), sometimes they use the contrast between the rough lines and the symphonic, warm and acoustic lines.
If their style doesn't change, why "Digging For Zeros" is my favourite SU album ? It's a matter of shape: it's a concept album featuring 20 tracks (most of them no longer than 2 minutes) more varied and emotional. Each one has something to say in terms of good melodies and beautiful instrumental themes.
I found some New-prog echoes in "Infestation", a great track starting really hard and evolving to an epic/symphonic prog in the vein of Arena. Here, Jeff's voice is very close to Rob Sowden.
Of course the Pink Floyd's influence is here again and "The Music Of The Primes" is the living proof.
Anyway, I want to stop this track-to-track analysis; I only can tell you that you won't find true gems like "Fool's Arcadia" and "Homo Homini Lupus" but you will enjoy listening the entire album from start to finish, just like a long single track.
My cd player will play this album many times more and I think you should start, too. This usually means to grow up and evolve in the right direction ….

Luca Alberici

Have you a different point of view? Please write me !!!