QUIDAM
THE TIME BENEATH THE SKY (2002)

POLAND
GENRE: PROG
LABEL: ROCK SERWIS/MUSEA
WEBSITE: QUIDAM OFFICIAL
REVIEWED: 2003 OCTOBER 14TH
RATING: 90/100

 

 

I polacchi Quidam non li scopro certo io, rappresentano la punta di diamante della fertilissima scena prog sinfonica polacca, un'invidiabile posizione guadagnata grazie ad un bellissimo disco d'esordio uscito nel lontano 1996 e ad una riconosciuta capacità tecnica dei membri della band. Il disco dal vivo ufficiale "Live in mexico" uscito un paio d'anni fa lo conferma a chiare lettere. L'unico neo è stato "Sny Aniolow", il loro secondo lavoro in studio che invece non era stato in grado di bissare la qualità ed il successo dell'esordio.
Ebbene, ci pensa "Time Beneath the Sky" a ricatapultarli con velocità sull'olimpo del prog europeo e per diversi motivi. Innanzitutto i Quidam sono notevolmente maturati perché hanno capito che forse era il caso di divincolarsi dai rigidi dettami di uno stile già scritto pur senza snaturarsi ed operare strappi troppo radicali : l'album quindi possiede l'ottima ispirazione del debutto ma gli arrangiamenti sono ancor più curati, morbidi ed inclini ad una maggiore pacatezza.
Le composizioni seguono fedelmente il filo conduttore comune che contraddistingue lo stile della band (da sempre molto influenzata dai Pink Floyd e dai Camel) ma qui c'è maggior varietà ed una più elastica apertura a differenti contaminazioni, talvolta orientaleggianti ("Letter from The Desert I") oppure più modernamente psichedeliche alla Porcupine Tree come in "Credo II" o nella splendida "Quimpromptu" (l'assolo finale "rotheriano" è da brividi). "No Quarter" è un brillantissimo rifacimento (in chiave prog-sinfonica e con l'aggiunta del flauto) del brano dei Led Zeppelin, che considero ancora migliore del tentativo simile fatto in precedenza di rileggere "Child In Time" dei Deep Purple.
Ritengo però che il pregio migliore di questo disco sia la grande continuità di rendimento che mostra dal primo all'ultimo minuto; solo la conclusiva "(Everything Has Its Own) Time Beneath The Sky" non mantiene gli standard medi.
Se non sono stato sufficientemente chiaro, lo ribadisco: non commettete il gravissimo errore di ignorare una delle migliori uscite di prog romantico del 2002.
Quidam is probably the most important synphonic-proc act coming from Poland. They gained this good reputation mainly thanks to a wonderful debut album and to a well known skilled-playing by the members of the band. I didn't like the second album "Sny Aniolow", so I worried about their future. Anyway, now I'm an happy man because "The Time Beneath The sky" is out and it reassured me they come back to the highest prog peaks.
This is really a wonderful album for many reasons: first of all, now they are more mature because they understood it was better not to follow neo-prog schemes so strictly. So the album sounds like the debut but the arrangements are more cured, mellow and refined.
Pink Floyd and Camel are always their main influences but all the tracks are more varied and also influenced by oriental contaminations ("Letter from The Desert I") and modern psychedelic in Porcupine Tree style as in "Credo II" or in the wonderful "Quimpromptu" (with an impressive "rotherian" guitar solo at the end). "No Quarter" is a remake of Led Zeppelin song, but here the song doesn't remain the same, because it's full of flute passages and it's softer than the original. I think it's even better than the similar coverage attempt they made with Deep Purple's "Child In Time" a couple of years ago.
Nevertheless I'm sure the most positive thing is the high quality average of "Time…" from start to end. Only "(Everything Has Its Own) Time Beneath The Sky" is a little under the average.
I hope you realized that you can't afford to ignore one of the best 2002's synphonic prog releases.

Luca Alberici