MAGENTA
SEVEN (2004)

UK
GENRE: PROG
LABEL: F2
WEBSITE: Magenta official
REVIEWED: 2005 FEBRUARY 10TH
RATING: 90/100

 

Ricordo che rimasi solo moderatamente soddisfatto della prima uscita discografica dei Magenta, quel "Revolutions" uscito nel 2001, che per stessa ammissione di Robert Reed (già leader dei Cyan e dei Fyreworks) era stato concepito con l'intenzione di emulare le gesta degli eroi progressivi inglesi degli anni settanta, Yes e Genesis su tutti. Non era certo questo il motivo della mia moderata soddisfazione quanto piuttosto l'eccessiva dispersività delle idee (peraltro tutte molto buone) all'interno di brani troppo lunghi e sfilacciati. Proprio in tal senso, il nuovo album "Seven" rappresenta, a mio parere, un importante passo avanti: pur non rinunciando ad una durata inferiore ai 10 minuti di media, le sette composizioni (intitolate come i peccati originali) sono più sobrie, più agili e dai confini meglio circoscritti. Il disco, inoltre, sfoggia una registrazione molto pulita, corposa ed equilibratissima che esalta le notevoli capacità esecutive dei musicisti.
Lo stile è ancora una volta un finissimo rock progressivo sinfonico, con qualche deviazione verso il neo-prog ed una costante inclinazione verso il folk inglese. Ci sono dunque ancora numerosi rimandi agli Yes ed ai Genesis, ma non viene nascosta neppure la grande passione che Robert Reed nutre per il Mike Oldfield d'epoca.
"Gluttony" ed "Envy" sono i miei due peccati preferiti, due brani molto vari e creativi, ricchi di cambi di tempo, fughe chitarristiche di classe assoluta alternate a dolci e rilassanti aperture melodiche di pianoforte e tastiere.
La sublime voce di Christina merita uno spazio tutto suo: un po' Heather Findlay, un po' Annie Haslam, sempre a proprio agio ed esente da qualsivoglia sbavatura. Una delle mie voci femminili preferite.
Che dire di più: non fatevi prendere dalla "pigrizia", procuratevi "Seven", una delle migliori uscite del 2004 ed ascoltatelo con "ingordigia". Qualche peccatuccio ogni tanto …
I remember I was only quite satisfied by the first Magenta album "Revolutions" released in 2001. As declared by Robert Reed himself, it was conceived with the clear intention to give a tribute to British progressive heroes of the seventies, Yes and Genesis above all. I'm a huge fan of "that" prog, so it wasn't the reason why I didn't like it too much: I think it was full of brilliant stuff but a little too longer and wasteful. "Seven" is a significant step ahead just for this reason: the seven songs (simply called like the seven original sins) don't last less than ten minutes each but they are more sober, agile with a limited geometry. Besides the recording quality is absolutely satisfactory.
Once again the music style is a pure symphonic prog, with neo-prog and folk touches somewhere. Yes, Genesis and Mike Oldfield fans will love this album for sure. "Gluttony" ed "Envy" are my favorite sins (ooopps…songs), with satisfactory changes of mood, guitar solos a-la Hackett/Oldfield and relaxing sweet melodies coming from the piano and keyboards. Christina has a beautiful voice, definitely one of my favorite female voice around the prog scene.
Should I tell you more? No sloth and don't hesitate: buy "Seven" and listen to it greedly ….

Luca Alberici

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