THE FLOWER KINGS - THE RAINMAKER (2001)

SWEDEN

GENRE: PROG

LABEL: INSIDE OUT

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REVIEWED: 2002 AUGUST 6TH

RATING: 70/100

 

 

Esiste l’assuefazione da alcool, da droghe ed anche da medicine, il cui effetto farmacologico subentra quando vi è un’eccessiva assunzione di una sostanza che il suo recettore riconosce ma non riesce a rispondere con la stessa intensità.
Ormai da qualche anno i più noti scienziati stanno studiando una nuova forma di assuefazione, quella da Flower kings: nulla a che vedere con la farmacologia ma è ormai certo che le conseguenze fisiologiche sono le medesime.
Questi svedesotti amanti degli Yes e degli Elp sono veramente bravi ed hanno inciso album di notevole spessore artistico ("Space Revolver" su tutti a mio parere), ma hanno il difetto che si danno decisamente troppo da fare. Da qualche anno timbrano regolarmente il cartellino con cadenza annuale, incidono album la cui durata oltrepassa abbondantemente la soglia dei 65 minuti ed ultimamente non si accontentano neanche del classico cd singolo. Ed i Flower Kings non suonano Disco music, la loro miscela musicale necessita di ripetuti ascolti per essere digerita senza aiuti esterni per cui i timpani anche del fan più accanito sono messi a dura prova.
"The Rainmaker" non è affatto un brutto disco, anzi la lunga "Last Minute On Earth" riprende ed esalta i proprio i tempi di "Space Revolver" con un riff portante di chitarra solido e melodico. Splendida è poi "World Without A Heart", una deliziosa ballata tranquilla di voce e chitarra acustica, dal motivo molto catchy ma non banale.
Anche questa volta sono rimasto affascinato dalla loro inconfondibile predisposizione al sinfonismo, come nella title-track dove lo spettro dei primi Pink Floyd emerge in tutto il suo tetro splendore, ma arrivati già a "City Of Angels" la mia sopportazione è drammaticamente al limite ed i miei recettori scarichi : non mi pesa l’ottima qualità del materiale, quanto la formula utilizzata per la sua realizzazione, che è purtroppo sempre la stessa e la cui riproposizione all’infinito alla lunga annoia.
Insomma, un’altra buona prova dei Flower Kings, anche se in cuor mio speravo in un passo avanti un po’ più lungo e coraggioso che invece quest’album non ha compiuto. Ma forse è proprio colpa dell’assuefazione...
Alzino la mano tutti coloro che sono riusciti ad ascoltare "The Rainmaker" tutto d’un fiato senza centellinarlo a dosi giornaliere come se fosse una telenovela sudamericana. Accetto scommesse...
Does everybody know what non-habit-forming is ?? It’s a strange pharmacologic consequence when you swallow an excessive dose of the same medicine or drug. Well, the most famous scientists are currently studying a new kind of that effect provoked by Flower Kings’ music.
I’m a good FK fan and I had especially loved "Space Revolver" which I consider one of the finest prog-gems of all times but I think It would be difficult for any die-hard fan of the band to listen to a Flower Kings album every year. And the last ones are even double..
Anyway, "The Rainmaker" is a good album: the long "Last Minute On Earth" reminds me just "Space Revolver" era with a solid and melodic guitar riff and "World Without A Heart" is a sweet ballad showing us the softer side of their music. Great.
Also the title-track is one of my favourites thanks to a very floydish sound and a good refrain.
All in all another good FK album but I sincerely hoped in a much longer step they couldn't make.

Luca Alberici