Y&T
BLACK TIGER (1992)

U.S.A.
GENRE: ROCK
LABEL: A&M
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REVIEWED: 2002 FEBRUARY 10TH
RATING: 90/100
Avevano tutto: un bravo cantante (Dave Meniketti), ottimi strumentisti e grandi canzoni. Eppure gli Yesterday & Today, band di culto negli States, non sono mai riusciti ad ottenere il largo successo che avrebbero meritato al di fuori della madrepatria (Giappone sempre escluso naturalmente). La loro discografia è ricca di album di grande valore (solo gli ultimi lavori prima dello scioglimento avevano disegnato una parabola discendente) e "Black Tiger" è certamente la punta di diamante: un concentrato di rock-blues a stelle e strisce, dove al puro entertainment viene però sommato anche un buon spessore artistico. "From The Moon" è una breve introduzione di sola chitarra elettrica che anticipa la grande "Open Fire", una killer track ad alto livello energetico con un ritmo molto sostenuto e decisamente hard rock. La qualità della registrazione è fortunatamente medio-alta e la separazione netta fra gli strumenti consente un ascolto fluido anche in presenza di canzoni così adrenaliniche.
"Don't Wanna Lose" rallenta l'andatura e la costruzione del brano prevale sul ritmo fine a se stesso ma il brano si distingue positivamente soprattutto grazie ad un ritornello molto easy-listening. In questo album più che in altri è ben presente una vena tendenzialmente blues che si materializza già in "Hell Or High Water" (in modo meno classico) per trovare poi il suo apice in "My Way Or The Highway" calda e trascinante grazie al basso ed alla chitarra in primo piano. Si può dire che è tutto maledettamente al proprio posto, energia e melodia si miscelano in un cocktail squisito e ben equilibrato. Solo la title-track delude ma in verità ha anche la sfortuna di anticipare il vero gioiello dell'intero disco, "Forever" che inizia riprendendo il tema iniziale di "From The Moon" e prosegue con la stessa intensità e ritmo di "Open Fire" ma con un ritornello da urlare a squarciagola ed un assolo di chitarra straordinario. Qui parliamo di Top song assoluta in ambito rock. L'album si chiude poi, come da tradizione anni '80, con "Wind Of Change", un lentone tutt'altro che scontato e banale, cantato con molta passione e trasporto da Dave Meniketti.
L'ascolto dell'album è, naturalmente, consigliato a tutti gli amanti del rock'n'roll e mentre scrivo si fanno sempre più insistenti le voci di una possibile reunion: il concerto che hanno recentemente tenuto ne è la conferma...staremo a vedere.
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Luca Alberici