BLACKFIELD
BLACKFIELD (2004)

UK
GENRE: PROG
LABEL: SNAPPER
WEBSITE: Blackfield official
REVIEWED: 2005 FEBRUARY 12TH
RATING: 85/100

 

Steve Wilson è ben conosciuto come leader, mente e braccio dei Porcupine Tree, uno dei gruppi attualmente di maggior successo, mentre l'israeliano Aviv Geffen è decisamente meno noto al grande pubblico, benché in patria sia quasi un'istituzione, un vero e proprio simbolo di una pace tra due popoli che sembra proprio non voler trionfare. Per la cronaca, Geffen fu proprio uno degli ultimi artisti ad incontrare vivo il premier israeliano Rabin prima del suo tragico assassinio.
Negli ultimi anni i due artisti si sono frequentati, invitati vicendevolmente ai rispettivi concerti ed hanno infine deciso di assemblare una manciata di canzoni che nel 2004 ha portato alla realizzazione di questo esordio dei Blackfield.
Il disco è composto da brani molto brevi che non superano quasi mai i quattro minuti e Steve ne ha firmati una buona parte: non c'è quindi di che stupirsi se nel lavoro affiorano spesso evidenti tracce degli ultimi Porcupine Tree, anche se in questo contesto non c'è stato né lo spazio né il tempo per assistere alle consuete diluzioni psichedeliche wilsoniane.
Ottima l'apertura di "Open Mind" con un arpeggio acustico di matrice floydiana ("The Wall") e schitarrata dirompente che scuote un brano altrimenti quieto e rilassato.
Anche "Cloudy Now" ha un incedere iniziale lento e sincopato con un'ottima accellerazione simil-grunge nel finale; l'omonimo singolo lascia stupefatti per come siano stati sufficienti solo due accordi di chitarra acustica e quattro note di pianoforte per estrarre una ballata efficace ed oggettivamente deliziosa.
L'atmosfera predominante dell'album è cupa ed ovattata e mette talvolta a disagio com'è tipico dei lavori ove Steven Wilson è impegnato come musicista, come produttore piuttosto che come direttore artistico: l'impatto emotivo sull'ascoltatore è come sempre molto profondo. Ottima, infine, la conclusiva "Hallo", dal giro melodico coinvolgente e dall'assolo di chitarra ad effetto.
Un disco quasi d'altri tempi, un album "no frills" acustico e molto diretto che mi ha permesso di scoprire un bravo compositore israeliano che non conoscevo e mi ha confermato l'eccezionale stato di grazia della penna di Steven Wilson, uno degli artisti più prolifici ed espressivi in circolazione. Infine anche un ottimo antipasto in salsa pop dell'ormai imminente album dei Porcupine Tree.
Steve Wilson is well known as leader, mind and arm of Porcupine Tree, currently one of the most successful bands. Aviv Geffen comes from Israel and he's mostly popular in his country but not outside.
Steve and Aviv met themselves about five years ago starting together an artistic collaboration: the result is a band called Blackfield and ten short songs composed by both of them. I've never listened anything of Aviv's discography, so I can't tell you what kind of contribution he gave to the album sound; on the contrary I'm a huge fan of Porcupine Tree and I must say that most of the songs are clearly filled with PT music style.
Both "Open Mind" and "Cloudy Now" are acoustic songs very close to Pink Floyd "The Wall" stuff with a hard and pseudo-grunge guitar break. The title track is a fine example of a song built upon two guitar chords and four piano notes: that's the proof that the result can be absolutely stunning.
The overall atmosphere is quite sad, gloomy and muffled, so the impact on listener is deep. The final track "Hallo" has a deep involving power enriched by a porcupine-like guitar solo.
Well, Blackfield is a beautiful "no frills" album, an amusing hors d'oeuvre with poppy sauce, waiting for the new Porcupine Tree release.

Luca Alberici

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