ARK
BURN THE SUN (2001)

NORWAY
GENRE: PROG-METAL
LABEL: SORDS
WEBSITE: Ark 
REVIEWED: 2001 DECEMBER 18TH
RATING: 70/100
 
Avrete capito che non sono un grande amante del progressive metal, ma sono anche testardo e non lo escludo a priori dai miei interessi. "Burn The Sun", secondo album dei norvegesi Ark, è stato presentato e recensito prima di me come una delle sorprese più interessanti degli ultimi anni e la presenza al microfono di Jorn Lande, che ritengo uno dei frontman più dotati, ha accelerato il mio approccio a questo cd.
Brani proprio da buttare via non ne ho trovati: l’opener "Heal The Waters" rispetta i canoni del genere con una sezione ritmica molto robusta ed una melodia accettabile. "Torn" possiede un efficace lavoro di basso e di batteria che scandiscono la voce potente ma melodica di Jorn. Anche "Burn The Sun" e "Resurrection" non sono male ma la mia sopportazione è quasi al limite e la tentazione di premere il pulsante skip per passare al brano successivo si fa più pressante. Finché però si arriva a "Just A Little" dove a dominare sono una chitarra latino-americana ed una sezione ritmica più soft e se mi consentite più commercial: il brano si distingue (e si eleva) da tutto il resto e costituisce una pausa salutare alla durezza media dell’album. Con "Waking Hour" si ritorna allo standard anche se, ma solo a tratti, gli spunti melodici interessanti ci sono: senza infamia e senza lode. E’ degna di menzione invece la conclusiva "Missing you" che inizia molto dolcemente con un tappeto di tastiere e chitarra (vagamente alla Pink Floyd) per poi ahimè irrobustirsi ma solo nel finale. E’ però la voce di Jorn la vera protagonista: qui dimostra non solo di possedere un’ugola d’oro ma di saperla anche usare bene. 10 e lode !!!
Spesso mi chiedo se sia meglio essere se stessi o sia più produttivo calarsi nei panni dell’appassionato del genere che si sta trattando. Forse entrambe è la risposta più giusta per cui il fan di band come Dream Theater, Pain Of Salvation ecc. troverà pane ancora caldo per i suoi denti mentre chi , come me, preferisce un prog con una sezione ritmica meno heavy e meno aggressiva non riuscirà mai a porre "Burn The Sun" in cima alle sue preferenze.
Let me start by saying that I’m not a great fan of progressive metal: artists like Dream Theater, Pain Of Salvation and Ark are not at the top of my preferences. This second Ark album is the living proof. Not bad, especially songs like "Torn", "Just a little", and "Waking Hours" where the rythmic section is quite heavy but there are good ideas and melodies too. The singer is Jorne Lande, whose wonderful voice is sometimes close to David Coverdale. His vocal performance on the closing track "Missing You" is really breathtaking.
The prog-metal fans will love this album till death.

Luca Alberici